LaFerociaTitolo: La Ferocia

Svolgimento: Mi ha fatto cagare.

Ecco, la mia recensione potrebbe chiudersi qui, ma siccome non voglio dare l’impressione di una sbrigativa e che si ferma alla prima difficoltà, vi racconterò qualcosa di più di questo romanzo vincitore del Premio Strega 2015.

Forse sono una da letture pop, di quelle che ti travolgono il cuore e rivoltano l’anima, o forse so leggere solo i libri da ombrellone o gli young adult tipo After, non so, ma La Ferocia non mi è piaciuto per nulla. Forse dovevo dar retta a quella diceria secondo cui i vincitori dello Strega sono dei pacchi mostruosi e tenermi alla larga da questo romanzo, ma il titolo mi attirava e così mi son lasciata convincere.

Non mi  piaciuto nulla di questo libro, nulla. La storia, i personaggi, l’ambientazione, nulla. E oltre a ciò, ammetto, ho fatto fatica a leggerlo e pure a capirlo. Mi sono incartata un sacco di volte con la lettura, ho incontrato parole sconosciute e incomprensibili, che può anche essere un bene se solo non fossero state “forzate”. Avete presente quando qualcuno vuole usare paroloni solo per il gusto di farlo? Ecco. Di certo Lagioia avrà avuto i suoi buoni motivi per farlo e lo stile è ricercato e alto, ma non è adatto a me. Più di una volta mi sono scontrata con frasi e pensieri che anche dopo due o tre letture restavano incomprensibili. Tipo questo, voi lo capite?

“Respirava lentamente nello studio della villa che aveva acquistato dopo la nascita del figlio maggiore. Il primo ad abitarci era stato un proprietario terriero sotto la dinastia borbonica. Era toccato al podestà, quindi a un vecchio senatore che cessò di reputarla saggiamente casa propria quando, sentendo tirare nel dormiveglia il filo che lo legava a roma, attribuì notte dopo notte a ogni strappo una sillaba, così da leggere in anticipo le cronache giudiziari dell’anno dopo”.

Va beh, che dire d’altro? Che i personaggi potevano essere esplorati un po’ di più? Che Clara e Michele portano con sé tanti dolori e problematiche ma che presentati così sembrano solo una puttana e un disadattato?

Non so, aiutatemi voi che l’avete amato, fatemi capire cosa non ho colto di questo libro.

Nel ricordarvi che questa è una rubrica amatoriale in cui presento solo la mia opinione, vi invito a leggere le recensioni di Valeria e Simona, due che sicuramente ha detto cose più sensate.

L’appuntamento per il prossimo #leggiAMOlo è con “Tutte le strade” di Federico Longo edito da La Tana del Bianconiglio.