L’ho fatto, è inutile girarci intorno: ho compiuto tutte quelle azioni e tenuto tutti quegli atteggiamenti che prima di diventare mamma ho giurato non avrei mai e poi mai inflitto a mia figlia. Non l’ho fatto apposta, credo, anzi, sono fermamente convinta che certe cose siano radicate nel DNA di ogni mamma, sono parti di noi che si formano inconsapevolmente insieme alla placenta e al latte, è la natura!

E quindi mi sono ritrovata a questo punto, madre fallibile con una sfilza di promesse mancate.

L’ho ricattata con un Kinder per farle assaggiare un fagiolino.

L’ho obbligata a non alzarsi da tavola fino a che non avesse finito quello che aveva nel piatto. Per la precisione, si trattava di un Polaretto per il quale mi frantuma il cervello da settimane salvo poi dire “non è tanto buonino” dopo il primo assaggio.

Ho glissato su domande alle quali non sapevo rispondere con un “è una cosa da grandi”.

Le ho detto “non sporcarti” mentre beveva il gelato sciolto dallo scodellino, che poi è la parte più buona e finalmente la riconosco come figlia mia.

L’ho tenuta con me due ore dalla parrucchiera.

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Le ho detto “guarda, sei l’unica che piange” nel bel mezzo di un capriccio al parco giochi.

Le ho raccomandato di bere piano perché l’acqua dopo il gelato fa venire il mal di pancia.

Le ho mentito sul contenuto del suo piatto: il ragù di pesce è normalissimo ragù di carne e il pesto di zucchine è semplice pesto.

Il peggio però è accaduto ieri, l’irreparabile, la vergogna delle vergogne: le ho pulito la guancia leccandomi il pollice.

Sono una madre terribile.

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