Cosa ci fanno insieme una contessa sul lastrico, un rapinatore con manie di protagonismo e uno spacciatore con doti da domestico provetto? Sono i protagonisti del divertentissimo quanto assurdo romanzo di Francesco Muzzopappa, Affari di famiglia. Se conoscete Muzzopappa, sapete già di cosa parlo quando dico che i personaggi sono un mix di ironia, assurdità, senso dell’umorismo e follia. Se non avete mai letto nulla di suo, invece, sappiate che vi perdete romanzi non solo piacevoli nella lettura ma anche nella qualità della scrittura e della tecnica.

affari di famiglia

Trama in pillole – Algida, sarcastica e decisamente snob, la contessa Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna, discendente diretta dell’ultimo grande casato torinese, potrebbe trascorrere le sue giornate addentando deliziose frolle fresche di pasticceria e sorseggiando coppe di champagne millesimato. Si ritrova invece a mangiare gocciole e pessimo gelato da discount per colpa di una crisi economica che ha colpito persino la sua famiglia, costringendola a vendere proprietà, pignorare mobili e decimare il personale. A servizio, ormai, è rimasto solo Orlando, maggiordomo con la forte passione per le poesie di William Blake, devoto e sempre presente. Nel momento in cui un’intera generazione di trentenni lotta contro la gerontocrazia al potere, Emanuele, il figlio della contessa, tanto bello quanto cretino, concorre a prosciugare il misero conto in banca ereditato, correndo dietro a una ballerina di fila, tale Ludmilla Coprova, e regalandole in più il preziosissimo Koh-i-Noor di famiglia. Prossima ormai alla bancarotta, Maria Vittoria decide di salvare il suo patrimonio e la sua villa. Per riuscirci è disposta a tutto, persino a organizzare un sequestro di persona. Il suo.

Cosa mi è piaciuto – Il personaggio della contessa, ironica, intelligente e incredibilmente realista. Il ragazzo spacciatore che nasconde qualità da donna di casa e il rapinatore gentiluomo sono due figure divertenti descritte così bene nelle loro caratteristiche da farle sembrare reali. In generale è la capacità descrittiva di Muzzopappa che mi piace, il modo in cui costruisce storie assurde senza però renderle troppo finte, la leggerezza che usa senza scadere nella banalità. Ho amato la contessa, davvero, specialmente il modo in cui si rapporta con il figlio Emanuele e le parole con cui lo descrive. “Nel caso di Emanuele, però, sembra che il buon  dio, quando si è trattato di fornirlo di un cervello, abbia esclamato qualcosa come sono stanco passando alla creazione di elementi più complessi come le spugne di mare.”

Cosa non mi è piaciuto – Ad essere estremamente sinceri, nulla. Ho amato questo libro non come quei romanzi che mi hanno strappato le budella, ma come quelle storie che mi hanno fatto ridere e mi hanno dato un punto di vista più leggero sulle cose.

Bravo Muzzopappa!

Prima di leggere le recensioni di Valeria e Simona, vi annuncio il protagonista del prossimo LeggiAMOlo: La tentazione di essere felici di Lorenzo Marone. 

Nota tecnica:

WordPress si ribella e non mi fa mettere i link ancorati al testo, perciò vi incollo qui quello al post di Valeria http://www.robedamamma.it/2015/06/10/leggiamolo-affari-di-famiglia/ e quello al post di Simona http://saleeparole.weebly.com/parole/affari-di-famiglia-francesco-muzzopappa-leggiamolo