Da un anno buono qui si parla prevalentemente solo di Expo e principalmente su due differenti fronti: da una parte gli ottimisti della vita, quelli che han preso il posto del baffo di Unieuro e son tutto un sarà bellissimo, porterà un sacco di gente e di soldi in Italia, faremo un figurone pazzesco, facciamo la tessera open per tutti i sei mesi, edall’altra i bastian contrari, quelli che senza vedere nemmeno di cosa si tratta partono diretti con un secco no, io non ci vado. Guardano ai troppi sprechi, al continuo magna magna italiano, all’esagerazione di chi da mesi, anzi anni, usa l’Expo per alimentare le speranze di chi alla sera trova il registratore di cassa semi vuoto. Tra queste due fazioni ci sono gli indifferenti, coloro i quali sì, magari ad Expo un giro lo faccio ma non mi aspetto molto.

Io faccio parte di questi ultimi ed è con questo spirito che ieri ho approcciato la mia visita ad Expo 2015. Ho cercato di vedere il più possibile, ma ho evitato con cura i padiglioni più gettonati, ho mangiato quello che mi andava senza farmi prendere dalla mania dell’esotico e ho fotografato soltanto ciò che davvero ha stuzzicato la mia curiosità.

expo

Ecco quindi ciò che mi porto a casa dalla mia prima volta ad Expo:

1 – il Decumano è lungo, lunghissimo, perciò le scarpe comode sono un obbligo, a meno che tu non voglia fare come quella quarantenne bionda che abbarbicata su una zeppa tacco 15 è caduta ed ha abbandonato il percorso su una comoda barella.

expo

2 – Ci sono più selfie stick che persone. Ho visto una donna usare contemporaneamente due bastoni da selfie per fotografarsi da due diverse angolazioni.

3 – Se scegli un posto isolato per mangiare, magari seduta in terra sull’erba, sappi che entro 4 minuti arriverà una famiglia che sceglierà di sedersi a 20 cm da te. È così in spiaggia, perché dovrebbe essere diverso qui, nel centro del mondo?

Matrimonio gastronomico Olanda-Italia

Matrimonio gastronomico Olanda-Italia

4 – La cucina di mammà è sempre la meglio. La mescolanza di profumi e aromi di ogni genere non basterà a surclassare il ricordo delle polpette al sugo di mammà. Ho visto famiglie accomodarsi in ogni dove per apparecchiare una simil tavola con confezioni di salumi, panini rammolliti, scatolette di tonno e riso freddo.

5 – La pazienza è la virtù dei forti, e degli stranieri. Ho perso la pazienza svariate volte e tutte a causa di un mio connazionale. Nel padiglione sloveno a disposizione del pubblico ci sono due visori Samsung Galaxy grazie ai quali puoi fare una visitare virtuale delle principali città slovene: lo indossi e basta un movimento degli oggi per camminare nel centro di Lubiana. Bello, molto. Ne è sicura la ragazza italiana che ha monopolizzato il visore per 25 minuti portando allo stremo delle forze un’anziana turista giapponese.

Padiglione Slovenia

Padiglione Slovenia

6 – Il padiglione del Giappone ha tempi d’attesa biblici e arriverai a pensare di rubare una stampella a qualcuno pur di avanzare di qualche metro.

7 – Il padiglione svizzero, l’unico che a mio avviso ha davvero centrato il tema di Expo (qui una spiegazione delle Torri e del messaggio che vogliono dare), vale la pena di essere visitato e vale la pena farlo in fretta, perché se tutti sono come la signora dietro di me che ha preso 10 bustine di Nescafè e 10 scatolini di sale, le scorte si esauriranno molto prima dei sei mesi previsti. Per la cronaca, il primo piano di mele e acqua è già vuoto.

Una mela al giorno.

Una mela al giorno.

expo

8 – L’Austria ha riprodotto una foresta alla’interno del padiglione. Bellissima. Si respira aria sana, o così almeno sembra, e ci si immerge nella natura incontaminata. Ad un certo punto del percorso, per chi lo desidera, è possibile scrivere un proprio messaggio su di un pannello che riporta domande precise come “Cos’è per te l’acqua?” oppure “Quanto è importante per te l’ossigeno?”. Illuminanti i pensieri di Milena e Antonio: Mile 79♥ e Sono stato qui 8/5/2015 Antò.

Nature reloaded

Nature reloaded

9 – La Russia si presenta per le sue eccellenze: la scienza e la topa.

Ah, la scienza!

Ah, la scienza!

Ah, la topa!

Ah, la topa!

10 – L’albero della vita è una cagata pazzesca.

Non sono riuscita a vedere molto, il fatto che fosse domenica non ha aiutato, e per questo credo che ci tornerò, ma questa volta con uno spirito un pochino diverso. Lo sapete perché?

A fianco a me e all’entrata c’era una signora anziana, molto anziana, alla quale ho chiesto, scusandomi per la sfacciataggine, quanti anni avesse e come mai avesse deciso di visitare Expo: “Ho 87 anni. – mi ha risposto – Ci metterò tutto il giorno, probabilmente non la vedrò tutto ma ho intenzione di vedere il più possibile perché sa, quale altra occasione avrò io di girare il mondo prima di morire?”

Credo sia proprio questo lo spirito con cui tutti dovremmo avvicinarci ad Expo, senza pensare a quello che può essere o che avrebbe potuto essere per l’Italia, ma pensando a quale occasione potrebbe essere per noi. È con questo spirito che ci tornerò per arricchirmi un po’. E anche per mangiare quelle patatine olandesi che al solo pensiero mi vengono le lacrime agli occhi.

***

Nota di servizio: all’entrata trovate un point Chicco dove è possibile noleggiare i passeggini, di sicuro uno dei servizi più utili a disposizione dei visitatori. Enjoy!