Come si insegna ai bambini ad apprezzare la bellezza delle cose? Come gli si spiega qual è la vera bellezza, quella nascosta nelle piccole cose, nei fiori, in una poesia…come si può educare un bambino a riconoscere ed apprezzare la bellezza?

Me lo chiedo spesso e mi sento totalmente inadatta. Io non conosco l’arte, non so riconoscere un quadro di Fontana da un cartellone pubblicitario strappato, non conosco la musica classica e odio la poesia. Non so fare una composizione floreale e sul mio profilo Instagram non ci sono immagini di particolari nascosti in uno scorcio cittadino. Amo le passeggiate in campagna ma mi piace anche andare nei centri commerciali. Ho visitato pochi musei e le capitali in cui sono stata si contano sulle dita di una mano.
Sono cresciuta negli anni ’80 e ’90, anni in cui, se mi guardo indietro, il culto del bello era stato soppiantato dalla brama di opulenza e dalla smania di possedere ciò che più andava di moda. Alla fine faccio parte anch’io di quel popolino che ogni tanto cito in tono dispregiativo, serie tv Mc Donald’s e iPhone in mano. Parlo della bellezza di tutte le donne esaltando il potere dei nostri piccoli difetti fisici, mi muovo al grido di “evviva le taglie 46″ ma se domani mattina mi svegliassi con il fisico di Elisabetta Canalis, di certo non mi dispererei.

E allora, come si educa un bambino alla bellezza?

Partendo dalle cose semplici e lasciando che imparino da soli perché credetemi, ci stupiranno.

Ieri Anita era disperata per aver dimenticato il suo burrocacao all’asilo. Lui, il suo amore di sempre, l’ha consolata così: “Fa lo stesso, lo prendi domani. Sei bella anche senza”.

Sei bella anche senza.

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