Ogni volta che sento parlare di pet therapy cerco di visualizzare la mia vita con i cani e quanto la loro presenza abbia influito sulla mia crescita e su quella di chi mi sta vicino. Per 16 anni ho avuto vicino lui, il piccolo Pitt, una roccia di cane tanto intelligente quanto testardo e rompipalle che ha sopportato ogni mio sbalzo d’umore e curato ogni mia ferita. Quando quel tizio mi spezzò il cuore e rimasi per ore immobile nel letto incapace di muovermi e di smettere di piangere, Pitt arrivò a scuotermi obbligandomi ad alzarmi per pulire un’enorme pisciata sul pavimento. Insomma, ognuno adotta le tecniche che preferisce, no? L’importante è che da quel momento mi sono alzata e ho reagito.

Quando io e la piccola siamo tornate a casa dall’ospedale ed abbiamo passato la prima notte insieme tutti e tre nel lettone, in meno di 5 minuti siamo diventati quattro perché lui è stato con noi e la tenuto sempre il muso sulla pancia. Fu l’unica notte in 6 mesi in cui Anita dormì 5 ore di fila.

pet therapy

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Ora, non so se di reale pet therapy si tratti, ma posso dirvi cosa i miei cani hanno fatto e continuano a fare per mia figlia ogni giorno e che influenza hanno su alcuni suoi comportamenti:

1 – a 4 mesi ha imparato il concetto di condivisione, quel che è mio è tuo e viceversa. Anche l’osso e la palestrina.

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2 – a 2 anni ha imparato il concetto di causa/effetto. Se ti rompo le palle tu reagisci.

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3 – ogni giorno impara che se vuole rispetto e amore, ne deve anche dare.

4 – da quando Katy, 22 chili di cane, dorme con lei (sì, anche sul letto), non ha più paura ad addormentarsi da sola.

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5 – da quando Katy, sempre lo stesso cane di 22 chili, dorme con lei, ha preteso di togliere la sponda dal letto perché “sono cresciuta mamma e tanto se cado mi consola la Katy”.

6 – ha imparato cosa vuol dire essere responsabile di qualcuno. Da circa un mese è suo compito dare la pappa a Katy e la mortificazione che ha provato dopo essersene scordata per un giorno intero le ha fatto capire quanto il suo ruolo il famiglia sia importante. (tranquilli, il cane ha mangiato comunque ma ad Anita non l’abbiamo detto. Sono lezioni di vita anche queste no?)

7 – ogni giorno impara a fidarsi di sé e delle proprie capacità. Come l’ho capito? Da quando le abbiamo dato il permesso di portare Katy al guinzaglio, il numero di “non sono capace” e “non ce la faccio” è drasticamente diminuito.

Perché vi ho raccontato queste cose? Perché ieri ho visto questo video e ho desiderato fortissimamente un mondo fatto solo di cani e umani che amano e rispettano i cani. Perché voglio dare una risposta a tutte quelle persone che mi chiedono “ma come, ti fidi così tanto del tuo cane??”. Sì, mi fido più di lei che di te.