Amo Missiroli ed ho iniziato ad amarlo grazie a Valeria che mi suggerì Il senso dell’elefante, autentico capolavoro che parla di famiglia, legami, amore e segreti. Se avete già letto il suo ultimo libro, Atti osceni in luogo privato, capirete l’attimo di smarrimento vissuto all’inizio del romanzo, se non l’avete ancora letto, ve lo spiego. Nelle prime 50 pagine, l’argomento cardine è la sessualità di Libero Marsell, preadolescente italo-francese trapiantato a Parigi per seguire la carriera del padre. Esattamente come la vita e i pensieri di un ragazzino tra i 10 e i 15 anni è incentrata sulla scoperta del proprio corpo e del piacere che è in grado di provare, così anche le prime pagine del libro gravitano quasi interamente intorno al pisello di Libero, come a dire che quello è il centro del mondo e che da li tutto inizia e tutto può cambiare. Se non amassi davvero Missiroli probabilmente mi sarei fermata li, un po’ come ho fatto con Lamento di Portnoy di Philip Roth, altro romanzo inizialmente fallocentrico che prima o poi leggerò fino in fondo, promesso.

Tornando a Missiroli, le prime perplessità sono state in breve spazzate via dall’intensità della scrittura e dalla trasparenza con cui l’autore racconta la vita di Libero Marsell, il protagonista che cresce davanti ai nostri occhi e attraversa tutti quei turbamenti tipici dell’adolescenza, quelle sensazioni indecifrabili che tutti abbiamo vissuto, la solitudine e l’estraniazione dal gruppo, l’omologazione obbligata e la ricerca di una strada propria. La chiave di volta nella storia di Libero arriva grazie a Marie, bellissima libraia che accompagna il protagonista in un viaggio attraverso la scoperta di sé grazie ai libri che lei gli consiglia ogni volta. Titoli che Libero conserva nella mente e nel cuore e che utilizza come piccoli mattoni sui quali basare la crescita.

I libri spostavano la mia gravità, e attuavano una legge: avevano iniziato a mettermi al mondo

In questo libro c’è un sacco di sesso, un sacco davvero, ma non c’è una sola scena che metta in imbarazzo il lettore, nemmeno quella descritta più precisamente e nemmeno quella più hot, se mi passate il termine. Già la copertina fa capire che non è un libro per educande e bigotti perché, diciamocelo, un culo piazzato a tutta pagina attira e respinge al tempo stesso, ma quello che si legge tra le pagine di Missiroli non è sesso fine a se stesso nemmeno quando lo sembra: c’è sempre un motivo più “alto” dietro, una ricerca di qualcosa dentro di sé e dentro l’altro.

Non sono in grado di scegliere quale personaggio ho amato di più, forse Libero stesso, così fragile e risoluto in ogni sua mossa, o forse il padre di Libero, figura dolce e remissiva che per tutto il romanzo si muove dietro le quinte tirando i fili della crescita del figlio.

atti osceni in luogo privato

Ecco, credo di avervi fatto un po’ di confusione con questa recensione, ma ci sta perché la confusione è ciò che sentirete non appena arriverete alla fine.

Ora, prima di catapultarci da Valeria a leggere cosa Atti osceni in luogo privato le ha lasciato, arriviamo all’annuncio del protagonista del prossimo #leggiAMOlo: rullo di tamburi, a sto giro tocca a Daria Bignardi con L’amore che ti meriti. Chi si unisce a noi?