Ho sempre amato pasticciare in casa, e quando dico pasticciare, purtroppo, intendo proprio pasticciare, nel senso che le mie produzione sono sempre state qualitativamente molto basse. Facevano cagare insomma.

Quando vivevo da sola ho cambiato colore alle pareti almeno tre volte in 2 anni; l’ultima volta mi finì il colore a metà parete e ciao, rimase così per 6 mesi. Quando vendetti l’appartamento l’acquirente mi chiese il perché di quella scelta stilistica. Dopo un attimo di sconcerto, mi convinsi di essere una designer mancata. Questa convinzione mi ha seguita fino a casa di lui, regno del bianco e del grigio, che io trasformai in un ambiente allegro e leggermente incasinato. Con la casa nuova le cose non sono cambiate e in due anni e mezzo, quasi tre, ho cambiato la disposizione ai mobili almeno tre volte e anche due stanze sono state spostate in toto. Il letto della piccola ha provato ogni parete della stanza e ammetto che la posizione in cui è ora non mi convince ancora del tutto.

Una volta piazzati i mobili in posizioni quasi definitive, mi sono concentrata sulle decorazioni: un quadro qui, una foto la, una candela, un soprammobile e piano piano la casa si è riempita, ma tutto era abbastanza tranquillo. Poi ho incontrato lei, la regina incontrastata del fai da te, la Elsa dei colori, la Fata Madrina degli oggetti belli ma inutili, la donna che tutto ricopre: Gaia aka Patamaga. L’ho amata dal primo istante e ho immediatamente compreso che da lei avrei appreso tanto, tantissimo. Quando in un affollato sabato pomeriggio ci siamo casualmente scontrate da Tiger, ho capito di aver trovato l’altra metà della mela.

Grazie a lei sono entrata nell’incantevole mondo dei washi tape e solo grazie a lei ho trovato finalmente il coraggio di impugnare la carta adesiva e ricoprire quell’orrendo tavolino tv che lui mi ha costretta a tenere. Ora questa casa mi assomiglia ogni giorno di più perché ogni giorno trovo angoli nuovi da ricoprire.

Da quando ho attaccato il primo pezzettino, non faccio che chiedermi due cose: perché non ho ceduto prima alla loro incredibile forza e, più di tutto, cosa posso ricoprire/decorare ora?

washi tape

La libreria bianca è triste? Washi tape! Le mensole sono ingiallite dal tempo? Washi tape! Nuovi disegni di Anita da appendere al muro? Washi tape! Il washi è la risposta a tutto.

Gaia, è tutta colpa tua.

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Visto che mi diverto un botto, nei prossimi giorni vi mostrerò come ho trasformato i vecchi mobili Ikea in dei nuovissimi e meravigliosi arredi di alto design. Alto, altissimo.