Allora, lo so che l’ho già detto in altre occasioni, ma sono costretta a ripetermi: recensire un libro è una delle cose più difficili con cui ho mai avuto a che fare, specie se si tratta di un libro viscerale e controverso come Se la vita che salvi è la tua di Fabio Geda. L’ho letto in soli tre giorni, con passione e con rabbia, ed era da tanto che un libro non mi suscitava sensazioni così intense e diverse, quasi opposte.

Ho amato il modo in cui l’autore ha scelto di presentare il protagonista del romanzo: Andrea Luna, di cui non sappiamo ancora nulla, entra in scena gettando in uno dei laghetti di Central Park il suo cellulare, sul cui display appare il volto della moglie (lo si intuisce anche se ancora non è stata presentata) e la melodia di Summertime si spegne nelle acque di New York. E con una scena così non puoi che pensare che Andrea è un duro, uno che vuole vivere libero da condizionamenti e da rotture di palle, uno che ha il coraggio delle proprie azioni e che sa ciò che vuole.

Ben presto però il personaggio cambia (almeno nel mio immaginario e nel modo in cui ho vissuto la storia) e perde il fascino che aveva all’inizio: ben presto Andrea Luna è un 37enne senza palle che invece di lottare per il suo matrimonio e per la donna amata, che diciamolo a discolpa di Andrea, è pure parecchio stronza, parte per una vacanza dalla quale non torna più. Insomma, il signor Luna scappa. E, personalmente, poco importa se dopo quella fuga gli succedono le peggio cose e il karma gli si rivolta contro, il punto è che lui scappa e questa cosa mi ha fatto incazzare. Di brutto.

L’ho odiato profondamente e non sono riuscita a gioire quando trova l’amore e la famiglia che ha sempre desiderato, per tutto il tempo ho pensato che non se li meritasse. E infatti, che fa il giovane uomo fuggiasco? Scappa di nuovo e se ne torna in Italia dalla moglie abbandonata un anno prima. Oltretutto, torna bello deciso, sapendo perfettamente che dopo un anno da illegale negli Stati Uniti col piffero che ci puoi tornare. Ma lui torna, perché deve rivedere la donna che ha amato e chissà cosa starà facendo…si starà facendo una famiglia, ecco cosa! E Andrea? Andrea resta al palo, come uno scemo. (Risata satanica)

Ma lui scemo non è, e dopo un periodo come dire “bizzarro” nascosto nel garage di una famiglia di cinesi, ci ripensa e dice aspetta che torno in America da quell’altra famiglia che ho abbandonato ma che improvvisamente ho deciso di amare. E riparte, e ci arriva negli Stati Uniti, forse pure da eroe. E bravo Andrea, da buon paraculo l’hai sfangata anche stavolta.

Se la vita che salvi è la tua è un libro particolare, per ora l’unico che in 20 anni di letture mi ha conquistata nonostante l’odio profondo per il protagonista. Andrea Luna mi innervosisce, mi fa incazzare e mi delude. Pochi uomini nella vita mi hanno suscitato le stesse sensazioni e sono quelli ai quali mi sono attaccata con più tenacia e passione, la stessa passione con cui ho divorato la storia di questo libro.

Per la prima volta in un anno di #leggiAMOlo (già un anno???), voglio fare i complimenti all’autore: caro Fabio Geda, sei stato bravissimo, hai saputo legarmi alla storia nonostante odiassi il personaggio. Bravo. Però (c’è sempre un però), ho una piccolissima critica da fare: New York?! Easy, too much. Insomma, ambientare una storia a New York è un po’ come mettere la panna nei sughi, non so se mi sono spiegata.

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Trama in pillole – Andrea Luna ha 37 anni, è un insegnante senza cattedra fissa ed è sposato. Quella che doveva essere una breve vacanza a New York, una vacanza solitaria per ricaricare le batterie e riprendere fiato da un matrimonio in crisi, si trasforma in un’avventura che ben presto, tra accattonaggio e povertà, diventa una nuova vita, la sua nuova vita. Una vita che però non è definitiva, almeno non ancora, e che porta Andrea a tornare in Italia da quella moglie che ha tanto amato ma che ora, purtroppo, per lui non c’è più. E così, ancora una volta, Andrea parte, parte per ritornare in quella che soltanto con l’oceano di mezzo ha capito essere casa.

In conclusione, posso dirvi solo una cosa: leggetelo e poi ditemi che effetto ha avuto Andrea Luna su di voi. Ed ora sono proprio curiosa di leggere la recensione di Valeria.

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Pronti con il prossimo #leggiAMOlo? Il titolo scelto per il prossimo appuntamento è Non dirmi che hai paura di di Giuseppe Catozzella. Chi si unisce?