Era il 2005, precisamente agosto, quando ho incontrato lui: non era bello ma piaceva, e non solo a me. Sapevo di piacergli da tempo ma non gli ho mai dato nessuna possibilità, fino a che un giorno, in un caldissimo pomeriggio in piscina, ho voltato appena lo sguardo e il cuore ha sussultato. Mi sono innamorata follemente, un amore di quelli che ti spaccano in due e ti offuscano il cervello, di quelli che ti bruciano quotidianamente lasciandoti con l’inconscio pieno di sensazioni e presagi che spingono contro le porte chiuse della mente. E tu lo senti quel continuo bussare, la vedi la porta che si gonfia dietro le spinte, ma non la apri. No. Non puoi aprirla, lo ami. Non puoi dar retta all’inconscio e ammettere che ti farai del male, no.

E da agosto siamo arrivati ai primi di novembre, tra altri e bassi, tra me e l’altra di sempre. Fino a che non sono partita per un weekend a Barcellona con un’amica e una notte, dopo ore di chiacchiere e un paio di birre, scrivo a lui il seguente sms: “Vieni a vivere con me?”. E lui risponde: “SI”

Era il 5 di novembre. Il 26 dello stesso mese, 20 giorni dopo, apro la porta di una casa in affitto e sistemo i vestiti nell’armadio. Era sabato sera, mi vesto ed esco. Raggiungo lui al pub dove lavora, passo la serata con le amiche, mi diverto e aspetto che lui finisca. Sono felice, a breve entreremo insieme in una nuova vita in una casa nostra.

Fu una notte bellissima, delirante e divertente. Lui che guardava l’armadio e diceva è piccolo, lo cambieremo. Io che guardavo lui che guardava la casa e pensavo ecco, ci siamo finalmente. E poi abbiamo dormito, abbracciati e felici.

Pochi minuti dopo un risveglio lento e confuso, lui mi dice che ha una cosa da dirmi. Sicuramente è ti amo, penso io. La prossima settimana vado a vivere con lei (l’altra), dice lui.

Due settimane dopo, quando le lacrime iniziavano finalmente a diminuire, ricevo da lui il seguente sms “Saluti da Berlino”. A Berlino, non ve lo devo neanche dire, c’erano lui e quell’altra.

Perché vi ho raccontato questa parentesi della mia vita? Perché da quando ho letto Se mi lascia non vale di Valentina Stella, il libro di questa puntata di #leggiAMOlo, non faccio che domandarmi a quale categoria appartiene il mio lasciatore. Con una storia così, credo possa stare bene tra quelli “ai confini della realtà”, quelli in grado di fare cose così assurde che è impossibile crederci. E infatti io non ci credevo, non ci volevo credere. Non ci ho creduto per settimane, fino a che un giorno non l’ho visto uscire da casa di lei, che ormai era casa loro, con la borsa per la palestra e le chiavi in mano. E li ho preso contatto con la realtà, mi sono guardata intorno e ho visto ciò che avrei dovuto vedere da tempo: avevo 25 anni ed ero seduta a piangere nella mia Y scassata in appostamento davanti alla vita che volevo. In pratica, stavo buttando me stessa e il mio tempo.

Dopo innumerevoli docce ed un numero imprecisato di birre e dolci di varia natura, ho lentamente ripreso ad uscire e a vivere (e a buttarmi in una serie di storielle senza senso, ma questa è un’altra storia).

Tutte siamo state lasciate e tutte abbiamo storie più o meno tragiche e assurde da raccontare, ma il più delle volte le teniamo segrete o scegliamo di condividerle solo un ristrettissimo numero di amici, forse per vergogna perché essere lasciate è sempre un po’ umiliante. Grazie a Valentina ora possiamo uscire allo scoperto e condividere serenamente gioie e dolori di una vita lasciate. Perché, ammettiamolo, a volte non tutti i mali vengono per nuocere. Prendete me, per esempio: se a 14 anni un tal Fabio, alto moro e 20enne, non mi avesse lasciato, ora sarei la rotonda e vistosa moglie di un giostraio stempiato e grasso. Come faccio a saperlo? Indovinate chi mi ha venduto i biglietti per le giostre di Natale? AIUTO!

Se mi lascia non vale di Valentina Stella è acquistabile qui e per tutto dicembre ad un prezzo specialissimo.

I complimenti a Valentina li potete fare qui.

Se vi siete innamorati perdutamente di lei come è capitato me, potete leggerla qui e pure a casa delle FunkyMamas.

Se mi lascia non vale

 

Ed eccoci con l’annuncio dell’ultimo LeggiAMOlo del 2014: Se la vita che salvi è la tua di Fabio Geda.