Sono dell’idea che sia ora di finirla con questa storia del multitasking: esiste, certo, ma non è necessariamente una cosa positiva.

L’ho capito in queste ultime settimane, quando gli impegni si sono improvvisamente moltiplicati e mi sono fatta in 4 per integrarli con la gestione della famiglia e del mio tempo libero. Dopo due settimane di passione ho capito che no, non ce la faccio e che no, il multitasking non è fattibile sempre.

Ho capito che sì, noi donne abbiamo la capacità di fare più cose contemporaneamente e che riusciamo a farle meglio di quei bradipi con la barba che ci circondano, ma non è sempre possibile farle tutte al meglio. Perché o son tutte cose di media importanza ormai così radicate nella nostra routine da andare da sole, oppure se ce n’è una più importante di altre rischiamo di disperdere le energie in malo modo, magari spingendo al massimo la quantità a scapito della qualità. Che si fa allora?

Ci si arrende, punto. Alla fallibilità, alle giornate di 24 ore, all’avere soltanto due mani, alla stanchezza, al telefono che suona, ai vestiti da piegare. Ci si arrende e si va avanti, facendo una cosa per volta.

Solo così ogni ciambella avrà un buco perfetto.

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