Sui grilli del Parco Ducale di Parma, noti per la loro pericolosità ;-)

Sui grilli del Parco Ducale di Parma, noti per la loro pericolosità ;-)

Succede che i bambini crescono e crescendo fanno progressi piccoli e costanti, imparano ogni giorno cose nuove, espressioni, gesti, acquisiscono attitudini che solo il giorno prima non avevano, sperimentano se stessi e il mondo che li circonda. Sto dicendo delle banalità ovviamente, questo lo sappiamo tutti, ma avete mai provato a monitorare giorno per giorno questi piccoli progressi?

Io l’ho fatto, per 10 giorni, e il risultato è stato strabiliante (e divertente):

Giorno Zero – bambina di 4 anni con capacità espressive motorie  e linguistiche nella norma, mediamente paurosa (mediamente è un eufemismo), abbastanza arrogante (anche abbastanza è un eufemismo) e parecchio simpatica.

Giorno 1 – Scoperta dei segreti e del corretto modo di diffonderli e comunicarli. Collegamento del “pss pss” sottovoce a gesto della manina che dice “vieni qui”. I segreti in genere sono tutti di grandissima rilevanza, cose tipo “il latte è molto buono e mi piace proprio da morire!”

Giorno 2 – Conoscenza del corpo con particolare attenzione per i piedi. Sono due e vanno controllati entrambi, in modo che se uno è meno sporco dell’altro, la sua pulizia può essere rimandata al giorno dopo.

Giorno 3 – Nuove parole e modi dire. “Mamma, è vero che cazzo non si può dire?” “Non si dicono le parolacce!” “No ma io non l’ho detta, ti volevo solo dire che cazzo non si può dire! Invece porca l’oca si, capito? Cazzo no, porca l’oca si.”

Giorno 4 – Superamento delle paure, alcune divenute quasi invalidanti. “Mamma, ho fato l’equilibrista da sola sul marciapiede, battimi le mani dai!” La ginnastica artistica è il nostro futuro.

Giorno 5 – Miglioramento del linguaggio e della pronuncia. McDonald’s ora viene pronunciato correttamente e non è più “Mendongan”.

Giorno 6 – Rapporto causa effetto. Se prendo un fazzoletto di carta, lo riduco in pezzettini delle dimensioni di un pulviscolo e li lancio in aria dentro la macchina per simulare la magia del ghiaccio di Elsa, l’atmosfera dentro la macchina si gela.

Giorno 7 – Dissimulazione. Guardare la mamma in modo insistente sorridendo in maniera forzata, la distrarrà momentaneamente dalla nevicata di carta che ha ricoperto il sedile dell’auto.

Giorno 8 – Capacità di calcolo. Ogni mattina abbiamo l’abitudine di contare i biscotti: lei ne chiede 6, io in genere la frego dandogliene 4 e contando tre volte lo stesso biscotto. Questo fino a domenica, quando il ragionier Filini che è in lei ha detto “aspetta che controllo”.

Giorno 9 – Mediazione. “Mamma voglio 40 baci!” Te ne do 10. “No, 30!” Facciamo 20 e non se ne parla più! “No, facciamo 25!” E chi cacchio sei, la Camusso?

Giorno 10 – Ad ogni azione corrisponde una reazione. Mi svegli di sabato mattina alle 07.09? Bene, queste sono le conseguenze.