Ti ho guardata dormire ieri pomeriggio, i capelli arruffati, la bocca gonfia di sonno, i piedi che spuntavano dalla coperta sembravano due saponette rosa.

Dormivi scomposta, come solo tu sai essere, una mano sotto la testa ti schiacciava le guance e torceva un po’ la bocca.

Gli occhi si muovevano velocissimi sotto le palpebre chiuse, nervosi, curiosi.

Ad un certo punto hai sorriso e gli occhi si sono fermati.

Cosa cercavi amore mio? Cosa hai trovato nel tuo sogno? E poi, sogni?

Hai già capito cosa sono i sogni? Hai già capito quanta potenza possa nascondere un sogno?

Lo imparerai da sola, purtroppo, perché i sogni non si posso insegnare, men che meno si può insegnare a rincorrerli e a realizzarli. Come posso io, in tutta coscienza, svegliarti e dirti che i sogni se vuoi si possono avverare? Come posso assicurarti che ce la farai quando io per prima non ci sono ancora riuscita?

Si dice sempre che i genitori debbano incoraggiare i figli a non abbandonare mai i propri sogni.

Ecco, amore mio, perdonami perché io non so se ne sarò capace.

sogni