Questa nuova puntata di #leggiAMOlo inizia con un consiglio: quando stai leggendo un libro che hai intenzione di recensire, prendi appunti oppure inizia a scrivere la recensione un secondo dopo aver letto l’ultima pagina ed averlo chiuso. Lo dico perché nei giorni scorsi, quando ho riaperto il computer dopo qualche settimana in cui l’ho lasciato a prendere polvere, ho avuto enormi difficoltà a recensire Il secondo momento migliore, il libro di Valentina Camerini che insieme a Valeria abbiamo scelto per #leggiAMOlo. La lettura risale a luglio, dopo sono arrivati altri libri, quattro, più qualche giorno di fancazzeggio e un sacco di pigrizia, con il risultato che certe cose del libro ora sono meno vivide ma, e questo il bello, non cancellate.

La forza di questo libro, e della bravissima autrice, sta nell’intensità delle emozioni che regala, nell’attenzione con cui va a sfruculiare nei nostri ricordi adolescenti fatti di scuola, di pomeriggi chiusi in camera a studiare o a guardare nel vuoto, di amici e di emozioni. E’ un romanzo che racconta la crescita e la vita che cambia, di come anche le cose di ogni giorno, le più insignificanti, possano in realtà nascondere qualcosa di bello se guardate da una prospettiva diversa.

Alberto e Bronson sono i protagonisti di questa storia: sono due adolescenti molto diversi tra loro costretti ad avvicinarsi dal preside della scuola. Alberto, punito per aver imbrattato i muri della scuola con una dedica d’amore per Virginia, viene obbligato ad aiutare Bronson (Emilio Bronsini) a studiare per migliorare i suoi voti. Alberto si accorge immediatamente che Bronson non ha bisogno di aiuto, ma non coglie quanto in realtà Bronson potrà essere di aiuto a lui. I due diventano inseparabili, tra loro nasce uno di quei rapporti che tutti abbiamo desiderato avere, quelli in cui non servono le parole perché il silenzio e gli sguardi parlano di più.

Valentina ha saputo raccontare una meravigliosa storia di amicizia, con la A maiuscola, quella che da adolescente non sono stata in grado di costruire. Perché l’amicizia, come l’amore e come la vita, nascono spontanee, ma poi vanno costruite con impegno e dedizione, sincerità e fiducia. Se in amore puoi nascondere, nell’amicizia no.

E’ difficile parlare di questo libro (lo dico sempre, lo so, ma che ci posso fare se con Valeria scegliamo sempre libri che mi toccano nel profondo??), perché mi ha messo parecchio in crisi in certi momenti: ci sono frasi, anche banali se vogliamo vedere, che su di me hanno avuto l’effetto di un pugno in piena faccia.

“Dovresti scrivere,” mi dice mentre gli racconto come si trasforma il suo personaggio. “Secondo me ci sai fare.” E io rimango secco, perché quello è proprio ciò che farò un giorno. Scriverò una storia di quelle che ti fanno scuotere le budella dall’emozione, di quelle che le ragazze dopo aver finito il tuo libro ti perseguitano perché vogliono venire a letto con te e sono certe di amarti. … Bronson non ha detto altro sull’argomento, quel giorno. Però credo che sentirmelo dire da lui abbia ancorato i miei progetti alla realtà. E’ sempre così: le cose sembrano più vere, quando le dicono gli altri.”

 

Typic

 

Io non lo so se vi ho fatto venire voglia di leggerlo, non so se sono riuscita a passarvi il messaggio profondo di questo libro, ma spero con tutto il cuore di aver risvegliato in voi l’adolescente che siete stati e che, nel profondo, è ancora li che scalpita.

Ora, tutti insieme, andiamo a leggere la recensione di Valeria!

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Il titolo scelto per il prossimo appuntamento con #leggiAMOlo è Quattro etti d’amore, grazie di Chiara Gamberale, gentilmente offerto dalla libreria BookBank Libri d’altri tempi di Piacenza.