“Mamma, tu mi compri delle ali di Elsa e delle ali di Spiderman così io posso volare con il mio tato Vale.” 

Come lo spiego l’amore ad una bambina di tre anni e mezzo? Poi, è giusto spiegare l’amore o bisogna lasciare che parli da solo in quei miliardi di modi che il mondo e la natura ci hanno messo a disposizione?

Glielo dico che amore è una parola facile da scrivere, ma impossibile da disegnare? Perché, come lo disegni l’amore? Non ci sono fogli abbastanza grandi e nemmeno sufficientemente candidi per farlo.

E come gliela spiego la potenza dell’amore e la forza dirompente che hanno queste sei lettere? Prima dovrei spiegarle che tutte le parole hanno un peso e che alcune non le capisci se prima non ti scontri con il contrario di esse. Allora, per spiegarle l’amore dovrei spiegarle anche l’odio, ma come si può spiegare l’odio ad una bambina di tre anni e mezzo?

Poi dovrei anche spiegarle che l’amore cresce con lei e cambia con l’età, ma potrei usare parole sbagliate e lei potrebbe capire che l’amore a tre anni e mezzo è sbagliato o peggio, che non è vero amore.

Io non me la sento di fare ciò, non me la sento proprio di spiegarle l’amore, non intendo, per ora, correre il rischio di offuscarle la bellezza delle sensazioni e delle parole, non voglio che inizi già a ragionare sull’amore, che usi il cervello per capire il cuore. Voglio lasciarla ancora un po’ così, con le ali sul cuore e i battiti nella testa.

Sbaglierò, ma non me la sento di dirle che l’amore che ti fa volare il più delle volte ti fa anche cadere.

Più di tutto, però, non me la sento di spiegarle che Elsa e Spiderman non hanno le ali.

amore