Qualche tempo fa, una delle mie più care amiche incinta di 5 mesi, mi ha chiesto informazioni in merito al corso pre parto: cosa ti insegnano? È utile? Lo faccio o no?

Le ho ovviamente raccomandato di farlo, quanto meno per entrare nell’ottica dell’ospedale e per riconoscere quei due o tre segnali che il corpo ti manda per dirti che è il momento, ma le ho anche sinceramente detto di non aspettarsi grandi cose perché, dalla mia esperienza, il corso pre parto non fornisce alcuna preparazione a quanto realmente accade dopo.

Ok, si chiama pre parto e ti deve parlare del parto, ma quale utilità può avere un corso di preparazione ad un evento sul quale nulla possiamo? Non sarebbe forse meglio che il sistema sanitario nazionale preparasse i nuovi genitori ad affrontare quello che viene immediatamente dopo?

Dopo il mio primo mese da mamma, quando i capezzoli urlavano pietà, la pancia era vittima di fitte come coltellate, la casa era sommersa di polvere e pannolini, il baby blues mi caricava di cisterne di lacrime e lui non faceva mai la cosa giusta (ai miei occhi iniettati di sangue), mi sono chiesta come mai nessuno mi avesse realmente preparato a tutto ciò.

Con il senno di poi, vorrei un corso di preparazione alla vita genitoriale in cui altri genitori, non un’ostetrica, mi raccontassero com’è la realtà, cosa realmente accade nei primi mesi in cui quel fagotto estraneo entra in casa.

Mi sarebbe stato utile sapere che spesso la bellezza e la gioia portati da un bambino non bastano a controbilanciare la stanchezza e il nervosismo, avrei voluto conoscere la sensazione di totale sfinimento fisico e psicologico che si prova dopo settimane di notti insonni, una sensazione così cupa e opprimente da farti mettere in discussione anche le tue più innate e semplici capacità. Nessuno mi aveva detto che tutto sarebbe stato così tremendamente difficile, o almeno, se l’hanno fatto, hanno nascosto le parole difficile inferno terrore e fallimento dietro ad amore gioia luce centro del modo ed energia. Anche madre natura è scorretta, ti fa venire voglia di riprodurti, ti fa sentire bellissima con il pancione e le tette di due misure in più, e poi ti prende a mazzate sulla schiena per mesi, prima con le ragadi, poi con le coliche, fino ad arrivare ai denti e agli incubi. Quando vuoi un maschio, ti da una figlia femmina che non vuole altro che lustrini e paillettes e che non usa più la forchetta blu perché è da maschi.

Qualcuno deve dire ai futuri genitori che non mangeranno mai più una pizza seduti e che ci saranno lunghissime domeniche di pioggia in cui arriveranno ad odiarsi.

Qualcuno avrebbe potuto dirmi che un giorno sarei stata costretta a fare la doccia così.

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