Quando a gennaio proposi a Valeria di prendere parte alla sua rubrica letteraria mensile, mai mi sarei immaginata di arrivare ai livelli scandalosi di oggi. Ripercorrendo brevemente i mesi scorsi, si vede come la mia capacità di lettura abbia subito un crollo a dir poco drastico. A gennaio ho letto tre libri, a febbraio quattro, a marzo tre, ad aprile due, a maggio due e a giugno? UNO.

Un solo misero libero. Che succede? Succede che sono pigra e che ho parecchio sonno, ma a sto giro sono stata punita i maniera eccessiva. Il libro di giugno è un macigno, una roba di una noia inenarrabile.

La bestia nel cuore di Cristina Comencini – A Cristì, ma ti sei riletta? Noiosa la storia, scontata fin dalle prime righe, brutto il tentativo di renderla torbida a tutti i costi. Brutto. Brutta la protagonista, una donna noiosa che se fossi il fidanzato mi prenderei tutti i giorni a martellate sui maroni. E il fidanzato, ne parliamo? Attore disilluso in cerca di successo che al primo accenno di crisi si tromba l’attricetta più giovane con la quale ha già lavorato quando era una bambina. Lei, ovviamente, era già innamorata di lui a 8 anni. E poi la storia di questa famiglia distrutta dall’incesto che il padre ha perpetrato su entrambi i figli, una storia terribile sia per natura che per come è stata raccontata. Non c’è profondità, tanti giri di parole, ma zero profondità. Perché non l’ho abbandonato, vi starete chiedendo: me lo sono chiesto anch’io. Ho voluto dargli una possibilità fino alla fine e quando ho capito che non si sarebbe mai riscattato, ho voluto vedere quale ridicola conclusione poteva avere quello scempio.

Ecco, e giugno se n’è andato così.

Valeria è stata come sempre molto più brava di me, leggete un po’ qui!

Leggimi, sono un macigno

Leggimi, sono un macigno