Prima di iniziare a parlavi di cosa ho letto nel mese di maggio, permettetemi di rivolgere una domanda alla mia collega di rubrica: Valeria mia, ma di notte dormi? Per caso sei una specie di intelligenza artificiale che riesce a leggere ad una velocità supersonica? Da piccola invece di svezzarti con frutta e brodino ti hanno dato Guerra e Pace? Ma come cappero fai a leggere così tanti libri in un mese pur avendo un lavoro, un marito e una figlia? Dimmelo!

Detto questo, parliamo un po’ dei libri di maggio: due, solo due. Ve lo ricordate che sono stanca, vero? Che ci posso fare, questo mese è andata così. Potete anche dirmi che se leggo così poco posso pure evitare di tenere una rubrica letteraria, e forse avete pure ragione, ma non è forse meglio poco che niente?

Teo di Lorenza Gentile – Ho scovato per caso tra gli scaffali della Biblioteca Passerini a Piacenza, nascosto tra due tomi noiosissimi che non gli lasciavano lo spazio che meriterebbe. Teo è un libro apparentemente semplice, scritto in modo chiaro e senza troppi giri di parole. I pensieri sono cristallini e profondi come solo quelli di un bambino sanno essere. Ogni pagina è una domanda, una richiesta di aiuto che Teo fa agli adulti che lo circondano e che troppo spesso non sanno o, peggio, non vogliono rispondergli. Teo ha un desiderio che non lo fa dormire la notte: lui vuole che la sua famiglia sia felice ed è disposto a tutto per questo, anche a morire. Ma perché Teo vuole morire? Per incontrare quello che per lui è il più grande condottiero di sempre, colui che ha vinto tutte le battaglie: Napoleone. Leggendo Teo sono ritornata indietro di 25 anni: in casa di litigava  e la separazione dei miei genitori era ormai dietro l’angolo. Cosa sarebbe successo se fossi stata un po’ più come Teo?

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Trama in pillole: Teo ha otto anni e vuole a tutti i costi incontrare Napoleone per chiedergli come si vincono le battaglie. La sua battaglia riguarda la sua famiglia, il rapporto tra i suoi genitori che ogni giorno litigano e non si parlano. Teo chiede aiuto agli adulti che incontra, ma non ottiene mai la risposta che cerca fino a che, come spesso accade con i grandi dilemmi della vita, non si accorge che la risposta è sempre stata davanti ai suoi occhi.

Open di Andre Agassi – Non è un romanzo, ma è la storia di una vita come tutte costellata di cadute, rotture, delusioni, promesse, impegno, battaglie e vittorie, con la sola differenza che tutte queste cose sono state sotto gli occhi del mondo per oltre 20 anni. Agassi non è un eroe, intendiamoci, la vita che all’inizio gli è stata imposta è la stessa che lui poi ad un certo punto si è scelto, ma è stato un grande campione, onesto, sia in campo che fuori. La settimana scorsa ho già ampiamente parlato di questo libro in questo post, perciò ora voglio solo riportare il testo di una poesia che lo ha aiutato ad affrontare una delle sfide più difficili della sua carriera:

Molto perdemmo, ma molto ci resta: non siamo la forza più che ne’ giorni lontani moveva la terra e il cielo: noi, s’è quello che s’è: una tempra d’eroici cuori, sempre la stessa: affraliti dal tempo e dal fato, ma duri sempre in lottare e cercare e trovare né cedere mai. Ulisse di Alfred Tennyson

Open è un libro che tutti dovrebbero leggere, anche chi non ha mai toccato una racchetta da tennis in vita sua, perché non è un libro sul tennis, ma è un libro sulla vita. E’ un libro che insegna a perdere.