Esattamente come lo scorso Marzo, Aprile non è stato un mese particolarmente prolifico a livello di letture. A sto giro non ho imbroccato con la scelta dei titoli, un paio non mi hanno entusiasmato già dalle prime pagine e li ho abbandonati sul comodino insieme a un po’ di voglia di leggere. Metteteci un paio di sera davanti a un bel film e un altro paio stesa a letto a fissare il soffitto in completa apatia, ed è presto spiegato il perché di questo post un po’ misero.

Sono sicura che Valeria si sia data molto più da fare e che troverete da lei spunti ben più interessanti dei miei. Ma veniamo a noi, ecco le mie letture:

Settanta acrilico trenta lana di Viola Di Grado – Uno dei libri più strani che io abbia mai letto. Punk, pulp, romantico, cupo. È una storia d’amore sofferto tra una madre e una figlia che dopo un tragico evento smettono di parlare, non solo tra di loro, ma anche con il resto del mondo. Dalle loro bocche non esce più alcun suono, soffrono di anoressia verbale e ogni volta che cercano di parlare, vomitano. È la storia di un amore tra una ragazza e un ragazzo che non fanno sesso e riempiono i loro giorni di incomprensioni e parole non dette. È una storia di sesso con la persona sbagliata, sesso fine a se stesso.  Gli ideogrammi cinesi e le parole non dette sono il filo conduttore di questa storia, il filtro attraverso cui Camelia, la protagonista, interpreta comunica e vive ciò che le accade nella vita, sono il modo in cui esprime il suo dolore e che utilizza per andare alla radice delle cose. E il più delle volte le radici che trova, cioè le chiavi che reggono i singoli ideogrammi, finiscono in un buco, il buco che un giorno ha risucchiato la vita della sua famiglia, le parole di sua madre e la sua voglia di vivere.

leggereTe lo dico in un orecchio di Silvia Tesio – Non appena ho letto dell’arrivo di questo libro sulla newsletter della biblioteca di Gragnano, mi sono fiondata a prenderlo. Silvia Tesio è stata una bellissima scoperta e non vedo l’ora di leggerla di nuovo con Piacere, io sono Gauss. Come sempre sono le storie vere a conquistarmi, quelle che puoi sentire anche al supermercato tra un surgelato e un etto di prosciutto cotto, e quella raccontata da Silvia è proprio così. La vita di Ariel, la sedicenne protagonista del romanzo, è un concentrato di sfortuna e follia che la porta troppo presto a fare i conti con una realtà troppo difficile da metabolizzare e da accettare.

 

Mi permetto di ricordarvi che il mese di aprile è stato anche il mese in cui ho viaggiato per l’Inghilterra con Harold, il protagonista de L ‘imprevedibile viaggio di Harold Fry, il libro protagonista della rubrica #leggiAMOlo. Qui le mie impressioni e qui quelle di Valeria.

Sono un po’ avara anch’io di parole a sto giro, lo so, ma dovete perdonarmi, ultimamente ho il cervello stanco. Vi capita mai?