Oh mamma, ma quanto è lungo questo marzo? È stato, ed è visto che non è ancora finito, un mese complicato ed impegnativo in cui ho avuto picchi di energia straripante alternati ad attacchi di bradipismo acuto. Ho lavorato tanto, per lo più a cose che non mi hanno entusiasmato e che hanno tolto parecchio tempo alla lettura e alla cura per questa rubrica che amo tantissimo e per la quale non smetterò di  ringraziare Valeria. Dico questo per mettere un po’ le mani avanti e scusarmi con voi per la scarsa qualità delle recensioni che state per leggere, ma ho la testa stanca, ecco.

Comunque sia, veniamo un po’ ai libri che mi hanno tenuto compagnia in questo lunghiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiisssssssssssssssssssiiiiiiiiiiiiiiiimoooooooooooooooooooo marzo:

Due gradi e mezzo di separazione di Domitilla Ferrari –  Di questo libro vi ho già parlato qui e credo di aver già espresso in più modi e su tutti i social conosciuti il mio apprezzamento per questo testo. Ufficialmente, Due gradi e mezzo di separazione parla di networking, ma per me parla anche di amicizia, di altruismo, di stili di vita sereni e di buone pratiche per vivere nel migliori dei modi la nostra vita, sia online che offline. È un libro che mi ha aperto gli occhi su alcuni errori e su alcuni atteggiamenti che devo modificare; è un libro che mi ha fatto venire voglia di mettermi in discussione, di sperimentarmi e di darmi un voto. Oltre a tutte queste cose sagge che invita a fare, il libro è anche bellissimo da vedere. Leggetelo. Ciao

Trascurabili contrattempi di un giovane scrittore in cerca di gloria di Michael Dahlie – Scelto più per la grafica della copertina che per la trama, il libro mi ha piacevolmente sorpreso. Come dice Valeria nella sua recensione, ci vuole un attimo per affezionarsi ad Henry e vivere insieme a lui le strane situazioni che gli si creano intorno, situazioni spesso causate dalla sua ingenuità e buona fede. È molto facile anche arrabbiarsi con Henry e vi ritroverete spesso d’accordo con la cugina Abby che non si esime dal dirgli in faccia che è un’idiota. Ciò che mi ha sorpreso, oltre alla qualità della trama, apparentemente semplice ma in realtà abbastanza articolata, è la scrittura: ad una prima impressione potrebbe sembrare caotica e macchinosa, ma ci si rende conto ben presto che è necessaria per capire la personalità di Henry e la struttura della sua mente. Non sono sicura di essere riuscita a spiegarmi bene, ma se lo leggerete capirete immediatamente.

Trama in pillole: Henry è un giovane laureato di Harvard rimasto prematuramente orfano di entrambi i genitori e unico erede di una fortuna milionaria. Portato per la scrittura e fermamente convinto di voler diventare uno scrittore di successo, Henry scrive racconti che hanno per protagonisti arzilli novantenni. Tra le strade di una New York tanto affascinante quanto problematica, Henry si trova al centro di assurde disavventure spesso causate proprio da se stesso.

Vuoi star zitta per favore? di Raymond Carver – C’è bisogno che vi presenti Carver? A questo punto, mi auguro proprio di no. Questa è la seconda raccolta di suoi racconti che leggo e l’unica cosa che mi ritrovo a dire è che io, Carver non lo capisco. Ma mi chiedo, ho forse mai capito gli uomini che ho amato?

Solo tre libri questo mese, ma vi ricordo che potete trovare tanti suggerimenti e interessanti recensioni anche qui, a casa di Valeria.

Buona lettura!

leggere

PS. chi si unisce a noi nella lettura de L’imprevedibile viaggio di Harold Fry per la rubrica #leggiAMOlo?