Ogni mese, una bella morettina di nome Valeria, racconta a me e a tutti i suoi lettori i libri che ha letto nel corso delle settimane precedenti. I post si intitolano sempre “Un nome del mese da leggere” e quel titolo ogni volta mi incuriosisce e mi fa immaginare l’intero mese come un enorme libro da sfogliare e in cui tuffarsi. Il potere delle parole, infinito. Ogni mese il post di Valeria mi lascia a bocca aperta e mi riempie di curiosità: se da un lato mi stupisce il numero di libri che questa donna riesce a leggere in 30 giorni, dall’altro le parole con cui li racconta mi spingono a prendere la penna e ad appuntare ogni titolo.

Perché vi dico queste cose? Perché ho deciso di seguire Valeria in questa rubrica da lettrici compulsive e ogni mese vi parlerò di ciò che ho letto! Il format sarà lo stesso impostato da Valeria, ma con una piccola differenza: io non leggo tanto quanto lei quindi da me avrete meno titoli. Ecco.

Dunque, cosa ho letto a gennaio?

Ogni mattina a Jenin di Susan Abulhawa – Era dai tempi di Venuto al mondo della Mazzantini, letto al settimo mese di gravidanza, che non mi capitava un libro così. Se nelle prime dieci pagine ho arrancato un pochino, dall’undicesima in avanti ho arrancato perché avevo il fiatone. Ho corso con Dalia a piedi nudi tra gli uliveti, mi sono arrampicata con Amal sulla collina sopra a Jenin e ho abbracciato lei e Huda in una buca scavata sotto la cucina di casa. Questo libro mi ha letteralmente squartato in due, lasciandomi con un dolore così vivo da farmi mancare il fiato. Leggete questo libro se volete capire cos’è l’amore per la propria terra, ma quello vero, che ti fa rischiare la vita pur di tornare. Leggetelo se volete amare e se non avete paura di piangere.

Trama in pillole: Amal, giovane donna palestinese, racconta la storia della sua famiglia a partire dall’anno in cui furono sradicati dalla propria casa di Ein Hod e portati nel campo profughi di Jenin dove vissero per il resto della vita. Amal in quel campo ci è nata e cresciuta, si è innamorata, ha affrontato attacchi e lutti dolorosissimi. Da quel campo se ne è andata per poi tornarvi con la figlia, desiderosa di conoscere la storia della sua famiglia e toccare con mano il dolore vissuto dalla madre. Ogni mattina a Jenin racconta la storia di una Palestina che non conosciamo.

La vita davanti a sé di Roman Gary – E niente, dopo avergli tanto resistito, alla fine ho ceduto e l’ho letto. Ho fatto fatica, lo ammetto e in più di un’occasione ho perso il filo e sono dovuta tornare indietro di qualche pagina. La scrittura, apparentemente semplice avendo questo stile infantile, richiede in realtà uno sforzo di concentrazione non indifferente altrimenti il rischio di “perdersi” è alto. Almeno, per me è stato così, ma una volta abituata la testa alla scrittura, la storia mi ha conquistato e il personaggio di Momo mi ha fatto innamorare. Il modo in cui vive, il rapporto che ha con gli anziani del quartiere, l’amore con cui si prende cura di Madame Rosa, la spavalderia che ostenta per mascherare il bisogno di amore e di cure che ha, fanno di lui una figura indimenticabile. Leggetelo se avete voglia di tornare un po’ bambini, di ridere e se non avete paura di piangere.

Trama in pillole: Momo è un ragazzino arabo (di madre prostituta e padre ignoto) che, insieme ad altri bambini, viene accolto nella casa di Madame Rosa, anziana ebrea, anche lei un tempo prostituta, scampata ai campi di concentramento. (Dopo quattro tentativi di sintesi, ho rubato la trama di Valeria)

Maus - Art Spiegelman

Maus di Art Spiegelman –  Questo in realtà l’ho letto a novembre, ma a gennaio l’ho riletto per cogliere al meglio alcune sfumature che ero sicura mi fossero sfuggite la prima volta. È un fumetto che racconta la storia di un disegnatore di fumetti

deciso a raccontare e pubblicare la storia di suo padre, ebreo polacco sopravvissuto ai campi di concentramento. In questo libro c’è tutto: la minuzia di particolari nei disegni, gli screzi tra padre e figlio e quelli tra nuora e suocero, c’è l’amore, c’è la paura, ci sono la forza, la speranza e l’ingegno di un uomo che non ha mai accettato di essere schiacciato. Leggete questo libro, punto.

Sperando di avervi fornito qualche suggerimento interessante, vi lascio con un piccolo annuncio: dopo aver deciso di seguire Valeria in questa rubrica, le ho proposto di fare un esperimento e lei, ovviamente, ha accettato. Di cosa si tratta?  Di lettura, ovvio! Ogni mese sceglieremo insieme un libro da leggere e pubblicheremo entrambe le recensioni confrontando opinioni, emozioni e, se sarà il caso, discutendo di ciò che non ci trova d’accordo. Il titolo del libro lo annunceremo prima e se tra di voi c’è qualcuno che intende seguirci, sappia che è il benvenuto! La rubrica si chiamerà LeggiAMOlo e gli hashtag da utilizzare sono #leggiAMOlo #robedamamma #unkilodicostanza.

Veniamo al titolo ora: il libro scelto per il mese di febbraio è Quando Dio era un coniglio, di Sarah Winman.

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Vi aspettiamo!