Di luce riflessa, ecco di cosa vivo io da 25 anni a questa parte.

La fonte di irradiamento più forte è stata, è e sarà sempre mia madre. Dai 10 anni in avanti, da quando cioè ho iniziato ad avere un minimo di autonomia, mi muovevo per il centro di Piacenza accompagnata da una serie di “sei la figlia della Luisa, vero?” oppure “Tutta la mamma!”. La mamma in questione poi, per sviluppare la mia autonomia, cosa di cui per altro la ringrazierò sempre, mi mandava a fare commissioni da sola nel raggio di 500 metri, raccomandandomi di dire “Buongiorno, sono la figlia della Luisa del negozio XYZ…” oppure “Buongiorno, mi manda mia mamma, la signora Luisa del negozio XYZ”. Un giorno mi presentai in un negozio dicendo soltanto “Salve, mi manda mia mamma.” e basta. Ad un certo la mia mente aveva iniziato a credere che mia mamma fosse famosissima e, di riflesso, anch’io. In tutto questo, il mio nome non veniva mai pronunciato e neanche chiesto.

Dopo mia madre arrivò mio fratello. Dai 16 anni in avanti, quando cioè iniziai ad avere una vita sociale lievemente attiva nei locali “dei grandi”, i primi incontri con gli amici di mio fratello, davanti ai quali volevo mostrarmi indipendente e, non lo nascondo, in qualche modo interessante, erano caratterizzati da frasi tipo “ah si, tu sei la sorella del Bebbo!” oppure “ma come sei cresciuta, tuo fratello dov’è?”. I momenti più imbarazzanti arrivarono dopo i 18, quando in piena autoaffermazione e alla ricerca di un fidanzato, entravo nei locali e vedevo l’oggetto del mio desiderio dare di gomito a mio fratello dicendo “ehi, c’è tua sorella, la devi portare a casa?”. Con il passare degli anni le cose non sono migliorate, ancora oggi c’è qualcuno che mi chiama Bebba.

Oggi, all’età di 33 anni (quasi 34), mi trovo ancora ad affrontare momenti in cui vengo riconosciuta come “parente di”. Per esempio, due giorni fa, mentre mi cambiavo nello spogliatoio della palestra, una signora a me sconosciuta mi guarda fissa e mi chiede “scusa, ma tu sei la mamma di Anita?”.

Figlia di, sorella di e mamma di: poi dicono come mai vado in crisi di identità!

Vi dovesse mai interessare, mi chiamo Giovanna.

luce riflessa

foto: Sophie via Flickr