Cara Nina,

ti scrivo qui perché qui, essendo a casa mia, posso dire quello che voglio e non me ne frega se dico cose spiacevoli. Dai tuoi tweet vedo che ti sei presto accorta di quanto un momento bello come la nascita di un figlio sia anche uno dei periodi più difficili e traumatici della vita di una donna. La poesia, l’amore, la devozione, la gioia, l’entusiasmo e lo spettacolo di questa piccola nuova vita nulla possono contro le ragadi, il baby blues, la pancia molle e che si deve riassestare, il sonno obnubilante, la stanchezza e la sensazione di essere più un distributore automatico di latte che una madre. Ti dico la mia Nina, per punti.

RAGADI – Sono giunta alla conclusione che Madre Natura non possa essere donna, altrimenti non ci avrebbe dato la ragadi. Quando lui, alla seconda settimana di allattamento e di lacrime ad ogni poppata, mi chiese “è così doloroso? fammi capire cosa senti”, gli risposi che è come se un cane affamato e rabbioso ti mordesse un capezzolo e continuasse a masticarlo per 20 minuti, a volte anche 40. Le ragadi quando arrivano non ti danno pace per giorni, nel mio caso settimane. L’unica cosa che mi ha salvato sono state le coppette in argento, i 40€ meglio spesi dalla nascita di Anita ad oggi. Ora sto pensando di trasformarle in un paio di orecchini.

BABY BLUES – Non è una leggenda, un pochino viene a tutte e a volte viene anche ai mariti. Al mio deve essere venuto mentre mi aggiravo per casa in lacrime, pallida da far spavento, con dei capelli inverosimili e la camicia da notte abbassata sotto le tette, in modo che i capezzoli prendessero aria e le ragadi si cicatrizzassero. Ho girato così per una settimana e grazie a dio non ho nessuna documentazione fotografica a ricordo.

PANCIA – Si deve riassestare, poveretta. Ricordo giorni di totale stitichezza e giorni in cui pensavo che avrei eliminato anche le budella. Poi passa e non è detto che capiti a tutti. Io mangiavo come una disgraziata e credo che questo abbia influito non poco. Ricordo perfettamente una notte di dicembre in cui dopo la poppata delle 3 mi mangiai mezzo pandoro. E ora mi chiedo come mai ho ancora addosso i chili della gravidanza.

SONNO – Ho sofferto di insonnia in gravidanza e ciò non mi ha permesso di immagazzinare ore di sonno ed energie per le poppate notturne. Di giorno poi avevo la smania di fare cose e perciò non sempre dormivo mentre dormiva lei. Mia figlia ha passato la sua prima notte senza risvegli a 18 mesi.

Quello che ricordo più di tutto è che in certi particolari momenti, quando la stanchezza era davvero tanta e la sensazione di totale incapacità mi pervadeva, è la totale antipatia che provavo verso mia figlia. A volte, la odiavo.

Si, odiavo mia figlia tanto quanto la amavo. Mi succhiava il sangue, pretendeva e basta, non mi lasciava dormire e aveva questo modo così irritante di svegliarsi…dopo due ore e mezza di sonno iniziava a girare la testa a destra e a sinistra emettendo dei piccoli versi. Non erano dei pianti ma più dei piccoli ehm ehm misti a colpetti di tosse, tipo quelli che fai quando entri in un negozio e il negoziante è sul retro e vuoi attirare la sua attenzione senza chiamarlo. Ho reso l’idea? Ecco, questi colpetti andavano avanti per 20 minuti e io già al primo mi spazientivo. Sapevo che di li a poco si sarebbe svegliata e il ciclo sarebbe ricominciato. Odio puro.

E poi? E poi lo fai, perché non puoi fare altro, perché sai che non puoi dire di no a quella cosa urlante, perché il tuo cuore ora non è più al suo solito posto, è li dentro, dentro a quei 4 kg di ciccia.

Non ho trovato nessun metodo o ricetta magica che mi facesse stare meglio, ho solo vissuto giorno per giorno certa che prima o poi tutto si sarebbe assestato e che avrei imparato a gestire la mia nuova vita. L’unica cosa che mi sento di raccomandarti, oltre alle coppette d’argento e alla fascia porta bebè, è di delegare il più possibile. I panni da stirare mandali alla suocera o in lavanderia, il bagnetto serale e il cambio del pannolino a mezzanotte fallo fare a lui, così come la spesa o la passeggiata pomeridiana, quando si può. Delega tutto ciò che non è esclusivamente a carico tuo e resta immobile a fissare il soffitto.

Keep calm and fuck the ragadi!

bambina allattamento

Fuck!