Stavo scrivendo un post sulle tette, poi è successa una cosa e l’ho messo in stand-by in bozze per scrivere questo. E’ successo che una persona oggi, la quinta in venti giorni, mi ha chiesto se sono incinta.

Ora, chi mi conosce sa che non sono permalosa e che una delle cose che mi riesce meglio è prendermi in giro da sola, però sta diventando ridicola tutta questa attenzione per la mia pancia, non trovate? Insomma, è una pancia, che sarà mai? Io ci convivo da 33 anni ormai, abbiamo un rapporto fatto di alti e bassi, ci sono momenti in cui è stata più bella di come è ora, però non ci trovo nulla di speciale e nemmeno nulla che faccia scalpore…comunque, ve ne parlo, così anche i più curiosi saranno contenti.

Le si chiama pancia ed è con me da sempre. Potrei dire da generazioni perché tutte le donne della mia famiglia ce l’hanno, almeno quelle che conosco e che ho visto in foto. Mia nonna paterna era alta come me, gambe lunghe e abbastanza magre come le mie, fianchi larghi e panza. Mia nonna materna non lo so ma vedendo il fisico di mia madre e avendo conosciuto mio nonno posso supporre che un po’ di pancia l’avesse. Ecco, la mamma mi ha appena scritto che la nonna non aveva fianchi ma la pancia si. Abbiamo la pancia genetica noi.

Da piccola non mangiavo niente, ero secca secca e mi si vedevano le costole ma avevo la pancia. Il pediatra diceva che sembravo uno di quei bambini del Biafra che mostravano in tv, solo più pallida.

A 15 anni passavo i pomeriggi a dormire e a farmi delle merende da osteria, tipo un panino con un etto di coppa, un uovo sodo, l’uovo sbattuto con lo zucchero oppure, nei giorni in cui davo il massimo, mi sbafavo una mozzarella in carrozza alle quattro del pomeriggio. Va da sé che la pancia in questo modo non se ne andava di certo!

A 17 ho iniziato a litigarci un po’ con questa pancia ma fino ai 20 anni l’ho lasciata stare. Da li abbiamo avuto un sacco di problemi, io non la volevo più  e lei non voleva andarsene, attaccata come una tellina allo scoglio me la portavo appresso sempre e ovunque. L’ho portata anche in America, ci siamo state tre mesi e siamo tornate con 9 kg in più. Avreste dovuto vedere come se la rideva la stronzetta, tutta bella piena e rotonda, il ritratto della felicità! E io giù a mazzate! Dieta, palestra, mesoterapia, massaggi, tutto. Lei s’è offesa e per qualche mese se n’è andata, sparita. In realtà io pensavo se ne fosse andata ma lei era li, in attesa di un mio passo falso che non ha tardato molto ad arrivare. Ho iniziato a lavorare e ad avere meno tempo, mi sono innamorata di uno che mi voleva ma poi ha scelto un’altra, io ho pianto un po’ sul divano, le mie amiche mi ha portato un gelato e ciao. Lei è tornata.

L’ho lasciata li, era piccola e mogia, mi faceva pure un po’ pena. Diciamo che in un momento nero, con lei mi sentivo meno sola. Ci facevamo un po’ compagnia, come una coppia di anziani che si vuole bene ma litiga ogni giorno. Ci giocavo pure con la mia pancia e mi divertivo un botto! La mia imitazione di Shakira è ancora impressa nella memoria dei miei più cari amici. Bei momenti, eravamo giovani. Io e lei, a un certo punto, abbiamo anche fatto un corso di danza del ventre! Cosa non si fa per fare pace… E così siamo andate avanti per qualche anno, tra alti e bassi, fino a che non sono rimasta incinta. Ed è li che siamo innamorate.

Era bella, tonda, enorme. Un cocomero gigante, tiratissimo e lucidissimo. Unto e scivoloso, sempre ricoperto da uno strato di olio di mandorle dolci. Mi faceva male e mi pesava un sacco ma, dio se stavamo bene insieme io lei e quelle due tette che m’eran venute! Ma le cose belle, si sa, non sono destinate a durare, e tra una poppata, una dieta, un gelato, una delusione, un migliaio di preoccupazioni, un lavoro di merda, un trasloco, una corsa, la Dukan, un altro gelato e un centinaio di pizze, eccoci qua, ancora insieme io e lei.

Lei è più brutta di qualche anno fa, ha le rughe, un cratere dove prima c’era l’ombelico, un taglio di 20 centimetri ed è pallida.

Io sono più vecchia e un po’ più pigra, ho meno tempo e soprattutto meno soldi per massaggi, mesoterapia e diete, vivo con una bambina carboidrato e con un uomo gelato, e mi abbronzo con i segni come a 10 anni perché metto il costume intero.

Non andiamo d’accordo in questo periodo, litighiamo, io non la voglio più e lei vuole stare qui, come quegli ex che restano attaccati ai pochi momenti felici e dimenticano tutto il resto. Mi dice che forse un giorno saremo di nuovo felici, che basta solo aspettare. E io poverina la capisco e non la voglio cacciare del tutto, vorrei solo che se ne andasse un pochino, che diminuisse un po’, quanto basta per farla abbronzare ancora e vivere serenamente, insieme.

Ah giusto, vi ho parlato di lei ma non ve l’ho presentata! Eccola qui, si chiama panza e non contiene bambini, solo ciccia!

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