Se questo post avesse un sottotitolo sarebbe Personal Branding per negati.

Avete presente quando fate una cosa, una qualsiasi, che vi sembra venuta bene e poi vi accorgete che forse andava fatta in un altro modo e di ah, cazzo.  Avete presente? A me capita abbastanza spesso, è colpa della mia fretta di fare le cose e di finirle.

L’ultima volta mi è capitato l’altro giorno, quando ho inviato la mia lettera motivazionale per la selezione alla Sqcuola di Blog, un master a distanza in Social Media Marketing a cui sono ammesse soltanto 30 persone ed è totalmente gratuito. Insomma, una roba figa e gratuita, perché non provarci?? Ho fatto il test di preselezione e inviato il mio CV. In attesa di svolgere il secondo test d’ammissione, ho preparato la mia bella letterina motivazionale. 

Nulla di tradizionale o noioso, ho utilizzato quello che è quotidianamente il mio stile di scrittura e il mio modo di raccontare la vita. Le leggete qui, non è segreta.

“Mi chiamo Giovanna, ho 33 anni, una figlia, un compagno, un cane, due pesci rossi, un orto sul terrazzo e ho deciso di provarci, fiduciosa verso quel detto che dice tentar non nuoce.

Ci provo perché troppe volte nella vita ho detto ‘non provo nemmeno tanto non ho possibilità’.

Il primo passo è stato il blog, aperto per scommessa verso me stessa: scommettiamo Giovanna che anche questa volta abbandoni? Scommettiamo che non ce la fai? Scommettiamo che ti farai demoralizzare come al solito? Ho iniziato così, un po’ vergognosa, con poco orgoglio, quasi di nascosto. 

E’ andata a finire che ho vinto io. Per una volta ho vinto davvero. 

Ho vinto perché ho trovato una cosa che mi piace e che mi impegna. Ho vinto perché questa cosa non la lascio per strada come tutte le altre. Ho vinto perché il mio blog è una bellissima appendice di me, mi rende più felice lui della terza di reggiseno che sogno da una vita. Nella vita ho partecipato a ben poche selezioni e concorsi, sicura del fatto che non sarei mai arrivata uno. Una volta sola ho vinto: un biglietto gratuito per un concerto dei Take That a Milano, nel lontano 1994. Biglietto che avevo già, così quello vinto l’ho rivenduto sul posto a 100.000 lire, peggio di un bagarino napoletano. Quelle 100.000 lire le ho spese tutte in gadget, originali e non, con quella doppia T rovesciata che tanto mi faceva battere il cuore. Sono un’eterna adolescente, una sognatrice, una che ama il batticuore, una che per ricordarsi di avere 33 anni deve appuntarselo su un post-it. Sono una che da sempre è in lotta con se stessa, con il suo corpo soprattutto.

Mi porto dietro da 32 anni un fondoschiena di almeno 2 taglie più grosso del resto del mio corpo. Vivo afflitta da uno sdoppiamento di corporatura: 42 sopra, 46 sotto. Un amico anni fa mi disse: ti ho conosciuta da seduta, quando ti sei alzata pensavo ti fossi scambiata la parte di sotto con la tua vicina.

Sono campionessa olimpionica di procrastinazione, il mio mantra è tra un minuto. Tra un minuto lo faccio. Tra un minuto mi alzo e vado a correre. Se raccogliessi tutti i minuti dei miei “tra un minuto” probabilmente ne uscirebbe un anno. Tenendo conto che ho 33 anni, considerando che ho iniziato ad adottare tale pratica  a 4 anni, calcolando una media di 10 “tra un minuto” al giorno, il calcolo dovrebbe essere: 33-4 fa 29, anni.

Un anno è fatto da 365 giorni, quindi 29×365 fa 10.585 giorni da moltiplicare per 10 “tra un minuto” al giorno.

Ora, il “tra un minuto” vale più o meno due minuti: il minuto in corso e il minuto che deve passare. Quindi, 10.585×20 che fa 211.700 minuti. Se un giorno è composto da 1440 minuti, io ho accumulato all’incirca 147 giorni. 137 giorni sono più o meno 5 mesi.

Ho 5 mesi di ritardo su tutto, è ora che mi dia una mossa.”

Non è male, no? Trovo che mi rispecchi in pieno e che il mio spirito passi chiaramente attraverso le parole. Sono soddisfatta.

Così l’ho inviata, la lettera. In Word, capite? E’ una lettera.

Poco dopo, ma davvero solo 5 minuti dopo, ho letto questo poste visto le lettere motivazionali inviate da chi prima di me è stato scelto per partecipare al master.

Muoio. #epicfail