E’ successa una cosa importante nelle ultime settimane , è stata raggiunta una tappa importante: abbiamo tolto il pannolino. Dico abbiamo perché è come se negli ultimi due anni e cinque mesi l’avessi portato anch’io questo maledetto coso. L’ho odiato con tutte le mie forze. Ho odiato comprarli e spendere pacchi di soldi, ho odiato provare mille marchi prima di trovare quello giusto, ho odiato l’ingombro prima durante e dopo, ho odiato con ogni cellula del mio corpo lottare con quelle zampette indomabili per poterlo allacciare. Ho comprato il vasino un anno fa nella speranza che fosse una di quelle bimbe super precoci che una mattina si alzano e dicono con convinzione di non volere mai più il pannolino.
Ho dovuto ricredermi, lei si sentiva parecchio protetta e per un bel po’ il vasino non l’ha manco guardato.

Quando le maestre hanno detto alle mamme dei bimbi grandi che era giunta l’ora di iniziare con gli spannolinamenti, mi sono alzata in piedi per accaparrarmi il primo turno con la stessa foga con cui a un concerto di Robbie Williams tenterei di accaparrarmi una sua maglietta sudata. Non ho dato alle due povere donne nessuna possibilità di replica “INIZIAMO DOMANI MATTINA!”, ho detto.

E così è stato. Com’è andata?
In tutta sincerità, non me ne sono nemmeno accorta. Giuro. Lei era pronta e l’odio totale che tutta la famiglia provava per il raccogli pipì, ha fatto si che tutti vivessimo questo momento con estremo entusiasmo e senza stress. A un mese dall’inizio del processo conto due cambi d’abito e due di lenzuola. All’asilo uno soltanto. Mi sembra un buon risultato, no??

Questo passaggio ha contribuito a farla crescere, a renderla più consapevole delle proprio azioni e delle proprie necessità. Abbiamo notato un notevole cambio di carattere e una consistente diminuzione dei capricci. Sta diventando grande e ne è consapevole. Così consapevole che l’altro giorno, con aria altezzosa sul suo piccolo trono di porcellana all’asilo, mi ha detto “vai fuori mamma, faccio da sola, tu non puoi guardare. IO SOLA.” Dopo questa frase, penso all’adolescenza con terrore.