A mio avviso il problema sta sempre li, alla fonte.
Il problema è sempre l’imprinting, ne parlai anche qui.
Ne ho avuto conferma l’altro giorno, mentre portavo all’asilo la piccola e per la milionesima volta ascoltavamo il cd con le canzoni dell’asilo.
Dopo una serie di qua qua, e il coccodrillo che ormai secondo mia figlia fa boh, e la sparizione dei leocorni, inizia la mia preferita da sempre: 
Papaveri e papere.

Ora vi invito a fare con me quello che il mio professore di italiano delle superiori mi obbligava a fare con Dante: l’analisi del testo.

Su un campo di grano che dirvi non so
un dì Paperina col babbo passò
e vide degli alti papaveri al sole brillar.
Così s’incantò.

Immagine bucolica, un po’ romantica anche. Ci stanno dentro tutta la bellezza e tutte le difficoltà di un rapporto padre/figlia.

La papera al papero disse:
“Papà, papare i papaveri come si fa?”


Una domanda semplice, se non fosse per la presenza del verbo papare. Chi ne conosce il significato? Paperina ha forse difficoltà di linguaggio?

“Non puoi tu papare i papaveri” disse papà.
E aggiunse poi, beccando l’insalata:
“Che cosa ci vuoi far, così è la vita!”

E certo, il padre se ne lava le mani, è un maschio no??
E’ un po’ come il “chiedi alla mamma” di mio padre. O ancora meglio, “è così perchè l’ho deciso io, punto”.

Lo sai che i papaveri
son alti, alti, alti,
e tu sei piccolina, e tu sei piccolina,
lo sai che i papaveri
son alti, alti, alti,
sei nata paperina, che cosa ci vuoi far?


Avrai sempre le gambe corte e il culo basso, è questo che in realtà ti voleva dire il tuo papà. Ed inoltre, non te lo dice, ma sta già pensando a che cessi di uomini gli porterai in casa. Fidati, è così.

Vicino a un ruscello che dirvi non so,
un giorno un papavero in acqua guardò
e vide una piccola papera bionda giocar.
E lì s’incantò.
Il papero disse alla mamma:
“Mammà, pigliare una papera come si fa?”
“Non puoi tu pigliare una papera” disse mammà.

Eccolo qua, il maschio italiano! Lo si riconosce ad occhio. In riva al ruscello con la mamma, che è pure scritto mammà, in napoletano! 
Lui, con lo sguardo inebetito, le chiede come può conquistare lei. 
Praticamente è una puntata de I Mammoni.
E la mamma, gelosa fino al midollo e convinta di essere l’unica donna perfetta per il figlio, gli risponde..

“Se tu da lei ti lasci impaperare
il mondo intero non potrà più dire:

Lo sai che i papaveri
son alti, alti, alti,
e tu sei piccolina, e tu sei piccolina,
lo sai che i papaveri
son alti, alti, alti,
sei nata paperina, che cosa ci vuoi far?

Discriminazione razziale anche! Alti contro bassi, paperina viene vista come una nana pronta a distruggere il ceppo genetico di una famiglia di spilungoni drogati.

Che cosa ci vuoi far?
Che cosa ci vuoi far?


Un giorno di maggio che dirvi non so
avvenne poi quello che ognuno pensò
papavero attese la papera al chiaro lunar
e poi la sposò.

Fuitina d’amore per loro, in pieno stile terronico. Li amo.

Ma questa romanza ben poco durò poi
venne la falce che il grano tagliò e un
colpo di vento i papaveri in alto portò.

Eh ma che sfiga! Ma si sono appena sposati, neanche il tempo della luna di miele, non avevano ancora scelto le applique per la casa nuova!

Così papaverino se n’è andato,
lasciando paperina impaperata.

ECCOLA QUI! E’ LA FRASE A CUI VOLEVO ARRIVARE!!
Il problema sta qui dentro, in queste otto parole!

Rileggiamole con calma: così papaverino se n’è andato, lasciando paperina impaperata.
Lo vedete? Lo riconoscete l’imprinting sbagliato??
Già a due anni ci dicono, con una divertente canzoncina, che nella vita prima o poi la prenderemo in quel posto.
Perché Papaverino si, è morto, pace all’anima sua, ma Paperina adesso è nella merda! Perchè Paperina, adesso, è IMPAPERATA!
Cioè paperina è incinta, ha il mutuo da pagare e non c’ha manco la madre che l’aiuta perchè il padre se no la corca di botte visto che era contrario al matrimonio! 
Paperina è fottuta, e il figlio che porta in grembo sarà uguale al padre, così da ricordarle per tutta la vita la tragedia della sua giovinezza.

Lo sai che i papaveri
son alti, alti, alti,
e tu sei piccolina, e tu sei piccolina,
lo sai che i papaveri
son alti, alti, alti,
sei nata paperina, che cosa ci vuoi far?
Che cosa ci vuoi far?


Forse avresti dovuto ascoltare il tuo papà, Paperina, ma sei una donna e ce la farai, perché noi ce la facciamo sempre.
A volte diamo l’impressione di annegare, di non sapere da che parte andare, di ragionare in modo poco pratico e incasinato, ma in realtà noi abbiamo tutto ben chiaro, fin dal principio. Noi, che per cinque giorni al mese conviviamo con quelle che gli uomini definirebbero emorragie gravissime, noi ce la facciamo sempre.

Forza Paperina!!!