Forse avrei dovuto togliere la bottiglia
d’acqua prima di fotografare.
Nella top ten degli eventi più stressanti della vita di un individuo, al terzo posto c’è il trasloco. Al primo posto c’è la morte di un familiare e al secondo il divorzio.
Ecco io declasserei (che va tanto di moda ultimamente!) il divorzio al terzo posto e premierei il trasloco con un meritatissimo argento.





La prima cena.
Siamo entrati definitivamente nella casa nuova mercoledì sera, due giorni fa, e nell’ordine abbiamo già collezionato i seguenti successi:
– craniata apocalittica contro trave in cemento armato per lui, con tanto di spelatura e sanguinamento
– livido vicino all’occhio destro per me causa sportello aperto dello scolapiatti
– volo dalle scale per lei, ma dall’ultimo gradino tranquilli, nel tentativo di infilarsi le ciabattine in acrobatico equilibrio su un piede solo
– mortificazione dell’anziano cane ormai ipovedente che non riesce a concepire l’esistenza delle zanzariere sulle porte finestre
– innumerevoli morsi di zanzara
…e cos’altro poi…direi che per le prime 48 ore può bastare.


Guarda Pitt, tutto questo un giorno sarà tuo.
A livello fisico comunque ci stiamo lentamente ambientando e non mancano situazioni grottesche che ci regalano grasse risate. Le posate hanno cambiato posto già tre volte e i biscotti attendono sconsolati la loro destinazione definitiva.
Ieri sera poi, mentre mi preparavo per la doccia, ho rimbalzato da una stanza all’altra alla ricerca delle ciabatte, dell’asciugamano, delle mutande, della crema e della mia coppetta mestruale. Dopo venti minuti ho trovato tutto, eccetto la coppetta. Perché si sa no che nei traslochi si perde sempre qualcosa? Io cosa perdo??? La coppetta mestruale. Quella rosa poi, la mia preferita!!!
Non ridete che non è bello.
Io sono convinta di non averla persa però. Secondo me è passata Attila in bagno mentre mi stavo lavando e attirata da una cosa gommosa rosa l’ha presa e fatta sua. Come minimo la troverò nei Clemmy la prima volta che ci giochiamo. E ovviamente saremo in presenza di amici, parenti, vicini di casa e bimbi di ogni età.

A livello psicologico l’adattamento invece sarà più lento, molto più lento.
Già il fatto di aver fatto il grande passo il primo di quei fatidici 5 giorni al mese, non ha reso le cose più semplici. Nervosismo alle stelle e lacrima facile. Ma è passato.
Per lui il passaggio poi è ancora più pesante. Non solo c’è il cambio di casa, ma anche il cambio di città. E se tutti questi cambi vengono preceduti da due settimane di convivenza forzata con la suocera, per quanto brava, buona e simpatica che sia, ecco che l’insediamento nella nuova abitazione si carica di tensioni ed emozioni a livelli estremi.

E ora veniamo a lei, la nonna, colei che a tutto risponde “ci penso io!”, colei che da forza alla famiglia, il leone di casa, l’anima della festa e al tempo stesso la consolatrice dei sofferenti.

Nonna – Dunque è tutto pronto…
Io – Si mamma, finalmente ci riappropriamo della nostra vita, riuniamo la famiglia, ricostruiamo le nostre abitudini…
….
Io – Mamma? Mamma dai….no mamma non fare così….devi essere contenta per noi….mamma….
….
Nonna – No ma io gnogno onte ta iiiiiii e voi (testo incomprensibile causa pianto)…ma la mia bambina che se ne vaaaaaaaaaa…
Io – Mamma io vivo da sola dal 2005, dovresti averci fatto l’abitudine…
Nonna –  Ma non tu , lei, la mia bambinaaaaaa!!! Si dimenticherà di me, non guarderemo più il frate insieme la sera, non le dirò più le preghierine prima di addormentarsi…sola con voi è sulla strada della perdizione!!
Io – Mamma non esagerare….la vedrai più spesso di quanto credi e lei non potrà dimenticarsi di te, è impossibile. E poi mamma, andiamo solo a 10 minuti da qui.

Questo accadeva mercoledì pomeriggio.

Giovedì, ore 9, un clacson risuona nel silenzio di un’assolata mattina estiva. Il frinio delle cicale si interrompe. Un piccione intento a cagare sul mio terrazzo si blocca. Mi affaccio al balcone e lei è li, in piedi, mani sui fianchi alla Mussolini e dice “prepara la bambina che la porto in campagna!”. 
Neanche 24 ore ha resistito. In famiglia noi con il cordone ombelicale ci facciamo i maglioni.

Ora ditemi, potrebbero essere più uguali??